MILANO - Intervenuto al convegno "Le Società di calcio alla prova del D.LGS 231/2001, i modelli organizzativi tra giustizia penale e giustizia dello sport", che è stato organizzato dal Centro Studi "Federico Stela" e che si è svolto stamane presso l'Università Cattolica di Milano, il presidente Massimo Moratti ha risposto alle numerose domande dei giornalisti presenti.
www.inter.it vi propone la versione integrale delle sue dichiarazioni.
Presidente Moratti: un giudizio sul ricorso avanzato dalla Juventus?
"La Juventus ha fatto ricorso assecondando quella che era la propria sensazione, preferisco non entrare in questa scelta. Posso solo dire che quello che è successo mi ha fatto scattare il primo giorno, però capisco che la società abbia optato per il ricorso e reagirà per come deve reagire".
Crede che anche in Italia sarebbe opportuno sospendere le partite e non solo interromperle?
"Per quello che abbiamo visto l'altra sera potremmo pensare che sia anche questa una soluzione o se non altro potrebbe essere quella di chiamare i capitani delle squadre in campo e cercare di capire come interrompere una situazione di quel genere. Però, ripeto, la mia non è stato un intervento nei confronti della Juve o di una società in particolare. Quello che è successo a Torino è il fatto in sè, un fatto antipatico e come tale occorrerebbe trovare una regola che possa consentire la protezione del soggetto coinvolto".
In questo momento i rapporti tra Inter e Juventus sono tesi?
"No e non c'è ragione di una tensione. Non è rivolto alla Juve, ma è un fatto in sè, potrebbe esserci anche un'altra società al suo posto e sarebbe la stessa cosa".
Non le sembra contraddittorio il fatto che la Juventus prima abbia chiesto ufficialmente scusa e poi abbia presentato il ricorso alla decisione del giudice sportivo?
"Se per voi è una contraddizione, ritenetela tale. Per conto mio è il modo in cui la società, dal suo punto di vista, ha inquadrato la situazione. Non tutti la vedono nella stessa maniera".
Si è anche detto che Massimo Moratti non fu altrettanto deciso a intervenire quando fu la curva interista a insultare Marc Zoro...
"Come abbiamo avuto torto noi in quell'occasione, ora ce l'hanno loro. Tuttavia, ricordo, che noi allora ci mettemmo dalla parte di Zoro".
Qualcuno ha usato come attenuante ai cori il fatto che Mario Balotelli abbia un atteggiamento provocatorio...
"Si tratta di due cose diverse, parallele: uno è l'atteggiamento del giocatore che può risultare simpatico o antipatico; l'altro è colpirlo su questo fatto. Lo si può insultare, ed è comunque un brutto gesto, su altri fattori. Utilizzare il colore della pelle per provocare, invece, è un insulto che dà fastidio perchè può diventare una malattia".
L'idea di una finale di Tim Cup tra Inter e Juventus può essere uno stimolo in più per tentare una rimonta contro la Sampdoria?
"Sì, ma ciò che conta è che lo stimolo lo abbiamo i giocatori e io non so se loro hanno, tra i tanti motivi per vincere, anche quello di poter incontrare ancora la Juventus oppure hanno lo stimolo stesso di dimostrare che hanno la capacità di rifarsi su una partita che parte con un punteggio così pesante. Credo che la partita che affronteremo domani sarà difficile".
Crede che una rimontra sarà possibile?
"Nel calcio tutto è possibile, di rimonte dal 3-0 al 3-3 ne abbiamo già viste rimonte. Mah, insomma, tutto è possibile. Se si ha a che fare con una situazione nuova o diversa o particolare tutto è possibile. Però così, avendo buon senso, si potrebbe pensare che se non altro sarà difficile".
Il presidente Enrico Preziosi ha, in un certo senso, chiamato un'offerta dell'Inter per Thiago Motta e Milito dicendo che non potrebbe rifiutare una proposta indecenti per questi due giocatori...
"Innanzitutto, non è mai una bella cosa dire una proposta indecente, perchè una proposta del genere non la si fa mai".
E se, invece, si avanzasse una proposta congrua?
"In questo momento, non stiamo affrontando questo problema, quanto piuttosto quello di vincere il campionato".
Fonte: Inter.it